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9 Dicembre 2019

La Russia è stata ufficialmente bandita dai principali tornei sportivi internazionali dei prossimi quattro anni, che comprendono in primis le Olimpiadi di Tokyo 2020, i Giochi Invernali di Pechino 2022 e i Mondiali di calcio, in programma in Qatar nel 2022. La decisione è stata presa dalla WADA – l’agenzia mondiale antidoping – che ha confermato come Mosca abbia manomesso i dati di laboratorio con prove false ed eliminato i file collegati a test antidoping positivi che avrebbero potuto aiutare a identificare i dopati.

Le indagini sono iniziate quando, nel 2015, un rapporto commissionato dalla WADA ha trovato prove del doping di massa nell’atletica russa nel corso dei Giochi di Sochi del 2014. In seguito a ciò, molti atleti russi non hanno partecipato alle ultime due Olimpiadi e il Paese è stato privato completamente della sua bandiera ai Giochi invernali di Pyeongchang dell’anno scorso.

“Per troppo tempo il doping russo ha offeso lo sport pulito. La palese violazione da parte delle autorità russe delle condizioni di reintegrazione poste dalla Rusada (l’agenzia russa antidoping, ndr)  hanno richiesto una risposta solida”, ha dichiarato Craig Reedie, presidente uscente della WADA.

Russia che ha pagato anche la sua ostinazione nel voler negare l’evidenza di aver organizzato il doping di Stato, come emerge dalle parole sempre di Reedie: “Alla Russia era stata offerta ogni opportunità per mettere in ordine la sua casa e ricongiungersi alla comunità antidoping globale per il bene dei suoi atleti e l’integrità dello sport. Si è invece scelto di continuare in una posizione di inganno e negazione. Di conseguenza, il Comitato Esecutivo ha risposto nei termini più forti possibili, proteggendo nel contempo i diritti degli atleti russi che possono dimostrare di non essere coinvolti e di non aver beneficiato di tali atti fraudolenti”.

La scure della giustizia che si è abbattuta sulla Russia prevede inoltre che, nei prossimi quattro anni, il Paese non potrà ospitare o concorrere all’assegnazione d’importanti tornei sportivi internazionali.  Il Comitato Esecutivo della WADA ha anche stabilito che i funzionari statali russi, nonché i funzionari del Comitato Olimpico Russo (ROC) e del Comitato Paralimpico Russo (RPC), sono stati banditi dal partecipare a tutti i maggiori tornei sportivi internazionali, sempre per un periodo di quattro anni.

Da segnalare le parole di Svetlana Zhurova, primo vicepresidente del commissione internazionale della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, che ha annunciato che la Russia sfiderà la sentenza della WADA presso la Corte di arbitrato per lo sport (CAS) con sede a Losanna dopo che la questione verrà discussa dalla Rusada: “Il 19 dicembre si terrà una riunione del Consiglio di vigilanza della Rusada: deciderà se la Rosada accetta queste raccomandazioni o meno. E il tribunale di Losanna in seguito. Sono sicura al 100% che la Russia andrà in tribunale perché dobbiamo difendere i nostri atleti”.