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23 Ottobre 2019

L’agenzia Reuters ha parlato di “soccombere alla M&A wave”, l’onda di fusioni ed acquisizioni che sta attraversando il mondo dello sport alla notizia di martedì 1 ottobre che l’iconico brand austrialiano Rip Curl è stato acquisito da Kathmandu Holdings, azienda produttrice di abbigliamento outdoor. L’operazione è stata chiusa per 350 milioni di dollari australiani, pari a 236 dollari USA. L’operazione si può dire che vede così l’ultimo dei tre grandi brand storici del surf (dopo la fusione di Quicksilver e Billabong avvenuta a gennaio dello scorso anno)  cedere il suo controllo a un’altra compagnia.

Kathmandu ha dichiarato che l’acquisizione accrescerà il suo valore a un miliardo di dollari australiani, espandendo la sua presenza in Europa e Nord America e dando un bilanciamento stagionale tra i capi estivi da spiaggia di Rip Curl e l’offerta outdoor e invernale di Kathmandu.

Lanciata nel 1969 dai due amici surfisti Brian Singer e Douglas Warbrick e tutt’ora con sede alla popolare Bells Beach, nella surf coast australiana, Rip Curl insieme ai rivali locali, Billabong e Quicksilver appunto, era annoverato tra i più grandi brand al mondo di boardshort, mute e t-shirt da spiaggia.

La vendita chiude un capitolo sul ruolo centrale che aveva una volta la cultura del surf in Australia. Il fondo d’investimenti statunitense Oaktree Capital aveva preso il controllo di Billabong e Quicksilver nel corso dello scorso triennio seguendo i difficili sforzi dei due brand di espandersi globalmente. Singer e Warbrick riceveranno delle quote in Kathmandu così come il ceo del brand, Michael Daly, che manterrà il suo ruolo e risponderà al ceo di Kathmandu Xavier Simonet, ha dichiarato l’azienda nel comunicato ufficiale.

È un dato di fatto che i rivenditori di abbigliamento in giro per il mondo staino riducendo le operazioni brick and mortar per competere con i giganti dell’online come il britannico ASOS Plc e la catena low-cost di fast fashion come Zara, di proprietà del fondo spagnolo Industria de Diseno Textil SA. La competizione serrata ha coinciso con u nforte vento contrario a livello economico che ha spinto le banche centrali a tagliare i tassi di interesse, rendendo di conseguenza molto meno costoso acquisire altre compagnie.

“Stiamo assitendo a continui tagli dei tassi di interesse un po’ in tutto il mondo, che significa che il capitale necessario per acquisire aziende esterne sta diventando meno costoso… quindi probabilmente vedremo per questa ragione sempre più M&A” ha dichiarato in merito Daniel Cuthbertson, managing director di Value Point Asset Management, una nota società di investimenti con sede in Australia.

Dopo l’acquisito di Rip Curl Kathmandu ha comunicato che nell’acquisizione sono compresi  i 341 negozi monomarca in giro per il mondo oltre a 254 negozi licenziatari in Australia, Nuova Zelanda, Nord america, Europa, Sud Est Asiatico e Brazile.

 

Fonte: Reuters