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4 Novembre 2020

Italia divisa in tre. È questo lo scenario che il nuovo Dpcm firmato dal Premier Giuseppe Conte ha delineato, classificando le varie Regione a seconda del livello di “rischio” tra zone gialle, arancioni o rosse, determinate dell’indice Rt e da altri 21 criteri tra cui il numero dei ricoveri e la percentuale dei tamponi positivi. Nonostante lo scenario sembri riportare indietro nel tempo a marzo, ci sono alcune variazioni sulla modalità del lockdown che lasciano maggior respiro anche nelle zone considerate a maggior rischio soprattutto per quanto riguarda la maggior parte delle attività commerciali che sono costrette alla chiusura.

Leggendo l’allegato però, è indicata una serie di eccezioni che riguarda le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità anche per quanto riguarda la zona rossa, mentre in quella gialla, nessuna restrizione che spinga alla chiusura forzata. Tra questi, rientra anche il commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero. Ma vediamo nel dettaglio.

Il nuovo Dpcm dunque prevede alcune restrizioni che varranno per tutto il territorio nazionale e altre che invece riguarderanno solo le singole Regioni, a seconda dell’andamento epidemiologico. Vengono dunque ipotizzati 4 scenari: scenario 1 e 2 rappresentano zone dove si ha a che fare con focolai localizzati e gestibili dal sistema sanitario; scenario 3 e 4 sono invece i più gravi in cui le restrizioni imposte da domani 5 novembre saranno più stringenti. La determinazione di uno scenario territoriale ha una validità minima di 15 giorni, al termine dei quali si valuterà se spostare un territorio in un altro scenario o se mantenerlo dov’è.

Per quanto riguarda le attività commerciali, secondo l’articolo 1, al punto 9 viene così specificato:

dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. Si raccomanda altresì l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11; nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Questo punto resta valido per le zone a basso rischio, che rientrano negli scenari 1 e 2.

Limitato in queste zone anche “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità.

Diversa invece la situazione nelle zone da scenario 3 e 4 (a massimo rischio) dove la chiusura dei negozi al dettaglio è imposta dal 5 novembre fino al 3 dicembre. Stop anche alle attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio. Lo prevede la bozza del Dpcm all’articolo 1 ter. “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”. Il provvedimento ferma anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione e le attività sportive. Resta invece consentita l’attività motoria “in prossimità della propria abitazione” e con obbligo della mascherina e l’attività sportiva “esclusivamente all’aperto e in forma individuale

C’è però un allegato che sembra salvare almeno per il momento, le attività che trattano articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati. La postilla è contenuta all’interno dell’allegato 1 e 2 dell’ultimo Dpcm, e riguarda l’elenco dei negozi e delle attività che possono restare aperte nei territori che rientrano nella cosiddetta zona rossa. In questo senso dunque, sembrerebbe che per il nostre settore al momento si possa tirare un sospiro di sollievo.

• Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati

Il nuovo Dpcm non chiude i circoli sportivi nei territori nazionali non soggetti a ulteriori restrizioni (come nelle zone rosse) ma vieta l’uso degli spogliatoi. L’articolo 1, comma f, ricorda che “sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”

Tra le nuove regole previste a livello nazionale ci sono il coprifuoco dalle 22 alle 5, la capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50%, chiusura di tutti i musei e dei centri commerciali nel, smart working ai massimi livelli possibili, sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato.

Gli spostamenti sono consentiti nella zona Gialla anche fuori Regione, purché le Regioni accanto siano nella stessa zona rischio moderato, mentre nelle zone Arancioni è vietato ogni spostamenti in entrata e uscita dalle Regioni. In zona rossa infine,  non sarà possibile spostarsi né a livello regionale che comunale e provinciale.

Le Regioni candidate alla stretta più decisa perché considerate zone rosse sono Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta, mentre Puglia, Liguria, Sicilia e Veneto sono nellazona arancione e gialla. Infine la Campania (per il momento in zona arancione) potrebbe andare in zona rossa.