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A pag. 16 dello scorso numero e ancor prima (tra le prime riviste di settore a darne notizia) sul nostro sito, dopo essere stati presenti alla conferenza stampa, illustravamo il progetto di rivalutazione di un’area di passo Rolle da parte di un grupp odi imprenditori capitana dal ceo di La Sportiva Lorenzo Delladio.

Al passo si trovano oggi impianti sciistici poco sfruttati e una struttura fatiscente, il progetto prevede di smantellarli e al loro posto edificare un albergo diffuso, un ristorante e creare un “paradiso per lo sport green”. Il piano però è più complesso e si propone di realizzare un nuovo sistema di ricettività e accoglienza dei turisti con un occhio di riguardo proprio alla pratica delle attività outdoor. L’iniziativa, dicevamo nell’articolo, “è certamente interessante e, se portata a termine si spera possa invogliare anche altri enti pubblici e privati a rivalutare l’opportunità di mantenere e investire su vecchi impianti sciistici puntando invece su nuove forme assai più sostenibili di turismo montano” concludendo con un “in bocca al lupo” benaugurante e quanto mai adeguato visti i recenti sviluppi. Non si è infatti invece fatta attendere la risposta da parte di coloro che invece ancora credono nella sostenibilità economica (in molti casi tutta da dimostrare) del business dello sci alpino non preoccupandosi invece del suo evidente impatto sull’ambiente. È stata infatti lanciata due settimane fa una petizione su change.org  indirizzata al presidente Rossi contro il progetto che ad oggi ha raggiunto 1.170 sostenitori.

Da La Sportiva per il momento nessun commento, piuttosto c’è attesa per capire se le intenzioni da parte del fronte contrario di impiantisti e albergatori del Primiero si concretizzeranno davvero nella proposta d’acquisto della società degli impianti in fallimento SITR. Bisogna ricordare che da trent’anni si parla della possibilità di rilancio di Passo Rolle con il collegamento diretto tramite impianto a fune da San Martino. Il progetto di La Sportiva è conciliabile con questo collegamento ma l’azienda rimane ferma sullo smantellamento degli impianti esistenti al Passo e auspica una risoluzione che metta d’accordo operatori ed enti.